Il racconto di un’epoca musicale irripetibile rivive nel nostro nuovo podcast dedicato al Folkstudio e i cantautori della scuola romana. Più che un semplice locale di Trastevere, questo club è stato un crocevia di esperienze, un laboratorio creativo e un rifugio poetico dove si è formata l’identità della musica d’autore italiana.
Da un piccolo palco ai cuori di un’intera generazione: il racconto della Roma che ha dato voce alla musica d’autore.
Il Folkstudio non è stato solo un locale: è stato un crocevia di esperienze, un laboratorio creativo, un rifugio poetico. Un luogo dove si mescolavano generi e generazioni, dialetti e speranze. È difficile racchiudere in un solo podcast tutto ciò che ha rappresentato, per la gente comune e per i cantautori romani. Ma alcune storie dicono più di mille parole.
Negli anni ’70, il binomio tra il Folkstudio e i cantautori della scuola romana ha dato vita a un nuovo modo di fare musica, sospeso tra poesia e denuncia sociale. Parlare del Folkstudio e i cantautori della scuola romana significa immergersi in una cantina che sapeva di fumo e rivoluzione, dove artisti come De Gregori e Venditti hanno mosso i primi passi. Grazie al legame tra il Folkstudio e i cantautori della scuola romana, la città eterna ha rivelato la sua anima più autentica attraverso canzoni diventate immortali.
La leggenda del Folkstudio e i cantautori
Il nostro viaggio sonoro vi porta proprio lì, tra i vicoli di Trastevere dove è nato il mito. Attraverso il racconto del Folkstudio e i cantautori della scuola romana, vi facciamo rivivere l’atmosfera irripetibile di un’epoca in cui la musica nasceva sul momento per diventare poesia senza tempo.
C’è una Roma che non si trova sulle guide turistiche. Una Roma che suona, che scrive, che canta. Una città che negli anni ’70 ha visto nascere un nuovo modo di fare musica. Tra poesia e denuncia, tra sperimentazione e tradizione, tra sogno e rabbia.
In quegli anni tumultuosi e vitali, tutto parte da un piccolo club nel cuore di Trastevere: il Folkstudio. Un luogo mitico, poco più di una cantina, dove l’aria sapeva di fumo, sogni e rivoluzione. Un posto che ha dato voce a una generazione di cantautori destinati a entrare nella storia della musica italiana.
Chi erano i cantautori della scuola romana?
È lì che si sono mossi i primi passi di artisti come Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Edoardo De Angelis con la Schola Cantorum, Stefano Rosso, Luciano Rossi, fino a un giovane Luca Barbarossa. Voci diverse, ma tutte unite da un’urgenza: raccontare il mondo, con chitarre e parole, tra osterie e palchi improvvisati, tra vita vissuta e versi scritti di getto.
Lo sapevi che “Sora Rosa” fu scritta da Venditti insieme a De Gregori e poi reincisa anche da Locasciulli?
E che “Opera Buffa”, l’album live di Francesco Guccini, fu registrato proprio al Folkstudio, durante una delle sue serate più intense?
O che esisteva un gruppo chiamato “I Giovani del Folkstudio”, dove militavano Lo Cascio, Bassignano, Venditti e De Gregori?
E ancora, i Folkstudio Singers, che da Trastevere sono arrivati a portare il loro gospel in giro per il mondo.
Nel nostro nuovo podcast “Folkstudio e i cantautori della scuola romana” vi portiamo là, in quel mondo.
Vi facciamo rivivere l’atmosfera irripetibile di un’epoca attraverso le voci, le chitarre, le testimonianze. Sette brevi puntate dove il racconto incontra la musica, dove le emozioni si intrecciano ai versi. Dove la città eterna si rivela nella sua anima più autentica.
Un viaggio nei vicoli di Trastevere, tra sogni condivisi e serate indimenticabili, tra canzoni nate sul momento e storie che ancora oggi risuonano come poesia. Roma non è solo una città: è una canzone senza tempo. E il Folkstudio è stato uno dei suoi ritornelli più belli.
🎧 Ascolta il nostro podcast e lasciati trasportare nel cuore pulsante della musica d’autore italiana. Perché certe storie non si dimenticano. E certe canzoni… nemmeno.
🎧 Disponibile su spotify la playlist FOLKSTUDIO

Ma abbiamo spesso parlato della Roma musicale. Oltre alla Roma del Folkstudio anche quella più scanzonata degli anni ’80, ma vedi anche il podcast sul Piper Club, o i nostri approfondimenti sulla tradizione melodica da osteria.