La ricorrenza UNESCO compie sessant’anni. Saper comprendere un testo, usare i numeri e orientarsi nel digitale è decisivo per studiare, lavorare e partecipare alla società.

L’8 settembre si celebra la Giornata internazionale dell’alfabetizzazione 2026, che quest’anno raggiunge il sessantesimo anniversario. La ricorrenza fu proclamata dall’UNESCO nel 1966 per richiamare l’attenzione sull’alfabetizzazione come diritto fondamentale e strumento di sviluppo.
Il tema scelto per il 2026 è “Literacy for people, the planet and prosperity”, traducibile come “Alfabetizzazione per le persone, il pianeta e la prosperità”. Le celebrazioni mondiali si svolgono l’8 e il 9 settembre in Messico e comprendono la consegna dei premi internazionali UNESCO dedicati ai programmi più efficaci. UNESCO
La parola alfabetizzazione, tuttavia, non indica più soltanto la capacità elementare di leggere e scrivere. Oggi significa comprendere un documento, valutare l’affidabilità di una notizia, interpretare una tabella, seguire istruzioni, utilizzare un servizio digitale e adattarsi a situazioni nuove.
Perché l’alfabetizzazione riguarda la vita quotidiana
Le competenze di base entrano in azione continuamente. Servono per leggere un contratto, comprendere una prescrizione, compilare una domanda, valutare un’offerta di lavoro o distinguere una comunicazione istituzionale da un tentativo di truffa.
Nel lavoro sono necessarie anche nelle attività più pratiche: consultare una scheda tecnica, rispettare una procedura di sicurezza, registrare un intervento o calcolare quantità e tempi. Una difficoltà nella comprensione non coincide con una mancanza di intelligenza, ma può limitare fortemente autonomia e opportunità.
Per questo l’alfabetizzazione è anche un tema di inclusione. Quando moduli, servizi e informazioni sono inutilmente complessi, le persone con minori competenze rischiano di rimanere escluse proprio dalle opportunità di cui avrebbero più bisogno.
Giornata dell’alfabetizzazione 2026: i dati italiani
L’indagine OCSE sulle competenze degli adulti, realizzata nel 2022-2023 e pubblicata il 10 dicembre 2024, ha coinvolto persone tra 16 e 65 anni in 31 Paesi ed economie.
In Italia il punteggio medio è stato di 245 nella literacy, 244 nella numeracy e 231 nella capacità di risolvere problemi in contesti variabili: risultati inferiori alle rispettive medie OCSE. Il 35% degli adulti italiani si è collocato al livello 1 o inferiore nella comprensione dei testi, contro una media OCSE del 26%.
A questi livelli una persona può comprendere frasi brevi o individuare informazioni chiaramente indicate, ma incontra maggiori difficoltà davanti a testi lunghi, informazioni contrastanti o compiti articolati in più passaggi. Solo il 5% degli adulti italiani ha raggiunto i livelli più elevati, rispetto al 12% medio OCSE. OCSE, 10 dicembre 2024
Anche i giovani italiani tra 16 e 24 anni hanno ottenuto risultati inferiori alla media internazionale: 263 punti nella comprensione dei testi, 259 nelle competenze numeriche e 245 nel problem solving adattivo. Essere cresciuti usando smartphone e social network, quindi, non garantisce automaticamente competenze linguistiche, numeriche o digitali solide.
Alfabetizzazione digitale: l’Italia migliora, ma resta distante
Nel 2025 il 54,3% delle persone italiane tra 16 e 74 anni possedeva competenze digitali almeno di base. Il dato è aumentato di 8,4 punti percentuali rispetto al 2023, ma rimaneva 6,1 punti sotto la media dell’Unione europea e ancora lontano dall’obiettivo europeo dell’80% entro il 2030.
I divari sono strettamente collegati all’istruzione. Tra le persone di 25-54 anni con un titolo terziario, l’86,1% possedeva competenze digitali almeno di base; la percentuale scendeva al 33,5% tra quelle con un livello d’istruzione non superiore alla licenza media.
Anche la condizione lavorativa incide: tra occupati e persone in cerca di lavoro il divario rilevato dall’Istat raggiungeva 18 punti percentuali. Istat, 22 aprile 2026
La vera alfabetizzazione digitale non consiste soltanto nel saper aprire un’applicazione. Comprende la ricerca delle informazioni, la protezione dei dati, la creazione di contenuti, la comunicazione online e la soluzione dei problemi.
Competenze di base, orientamento e occupabilità
Una persona può scegliere consapevolmente un percorso soltanto se riesce a comprenderne requisiti, durata, contenuti e prospettive. Per questo l’alfabetizzazione è una condizione essenziale dell’orientamento.
Per un adolescente significa poter confrontare scuole, qualifiche e professioni senza dipendere completamente dalle decisioni degli adulti. Per chi cerca lavoro significa interpretare un annuncio, presentare le proprie competenze e riconoscere offerte poco trasparenti. Per un adulto in riqualificazione significa affrontare l’apprendimento senza sentirsi giudicato per difficoltà accumulate nel tempo.
I dati Istat ricordano inoltre che nel 2024 il 9,8% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni aveva lasciato precocemente istruzione e formazione, con al massimo la licenza media. Il risultato è migliorato rispetto all’anno precedente, ma resta superiore all’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030. Istat, 8 settembre 2025
Formazione degli adulti senza stigma
Chi presenta competenze fragili spesso prova a nasconderlo. Può evitare una candidatura, chiedere ad altri di compilare un modulo o rinunciare a utilizzare un servizio digitale. La paura del giudizio diventa così un ulteriore ostacolo.
I percorsi di riqualificazione, compresi quelli collegati alle politiche attive come il Programma GOL, possono offrire una risposta se partono da una valutazione rispettosa dei bisogni reali. Le competenze linguistiche, numeriche e digitali dovrebbero essere integrate nelle attività professionali, attraverso esercizi collegati a situazioni concrete e non percepiti come un ritorno umiliante sui banchi di scuola.
È essenziale anche utilizzare linguaggio chiaro, materiali accessibili, esempi pratici e strumenti compensativi quando necessari. Inclusione non significa abbassare gli obiettivi, ma creare le condizioni affinché ciascuno possa raggiungerli.
Perché riguarda la nostra comunità
Alfabetizzare significa aiutare le persone a diventare più autonome nelle scelte formative, professionali e quotidiane.
Ogni corso può rafforzare le competenze di base: comprendere una procedura, leggere un’etichetta, calcolare un preventivo, scrivere una comunicazione o utilizzare responsabilmente una piattaforma. Sono apprendimenti che migliorano la preparazione professionale e la partecipazione sociale.
Fonti consultate
- “International Literacy Day”, UNESCO, pagina ufficiale aggiornata per le celebrazioni dell’8-9 settembre 2026.
- “International Literacy Day global celebration 2026”, UNESCO, evento 2026.
- “Survey of Adult Skills 2023: Italy”, OCSE, 10 dicembre 2024.
- “Cittadini e ICT – Anno 2025”, Istat, 22 aprile 2026.
- “Giornata internazionale dell’alfabetizzazione”, Istat, 8 settembre 2025.
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