A Varano de’ Melegari circa 1.600 studenti progettano, costruiscono e mettono alla prova prototipi elettrici, termici e a guida autonoma. Una sfida internazionale che mostra come stanno cambiando le competenze richieste nell’automotive.

Cinque giorni tra officina, pista e progettazione
Dal 2 al 6 settembre 2026 il circuito “Riccardo Paletti” di Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, ospita la ventunesima edizione di Formula SAE Italy. La manifestazione, organizzata da ANFIA, coinvolge circa 1.600 studenti provenienti da 13 Paesi e 51 università, riuniti in 53 squadre.
Formula SAE nasce come competizione educativa: ogni gruppo deve progettare e realizzare una monoposto rispettando regole tecniche ed economiche. Il risultato non viene valutato soltanto in base alla velocità. Gli studenti devono dimostrare che il veicolo sia sicuro, costruibile, affidabile e sostenibile anche dal punto di vista dei costi.
L’edizione 2026 fotografa bene la trasformazione dell’automotive. La classe più numerosa è quella elettrica, con 24 team. Sono presenti anche 12 squadre con vetture a combustione interna, tre delle quali ibride non ricaricabili, cinque team nella categoria driverless e sei gruppi che presentano il progetto senza un prototipo completo. Altre sei squadre partecipano nella doppia classe elettrica e senza pilota.
Non conta soltanto andare forte
Le vetture affrontano prove dinamiche come accelerazione, tenuta laterale, autocross ed endurance. Prima di entrare in pista, però, devono superare verifiche tecniche e di sicurezza. Accanto ai test pratici sono previste prove statiche dedicate alla progettazione, ai costi di produzione e alla presentazione del piano d’impresa.
Questa impostazione avvicina la competizione al funzionamento reale di un’azienda. Un componente può essere tecnicamente efficace, ma troppo costoso o difficile da produrre. Una soluzione leggera può risultare fragile. Un intervento eseguito rapidamente può diventare inutile se non viene documentato o comunicato correttamente agli altri reparti.
Gli studenti devono quindi motivare le proprie scelte, rispettare scadenze, controllare il lavoro svolto e intervenire quando un test evidenzia un problema. In altre parole, applicano un metodo molto vicino a quello richiesto in un’officina moderna: osservare, misurare, formulare una diagnosi, eseguire l’intervento e verificarne il risultato.
Meccanica, elettronica e software lavorano insieme
La presenza di prototipi elettrici e driverless dimostra che la meccanica automobilistica non è più separabile dall’elettronica. Sensori, centraline, cablaggi, sistemi di controllo e programmi di diagnosi dialogano continuamente con freni, sterzo, sospensioni e trasmissione.
Questo non significa che le competenze tradizionali abbiano perso valore. Conoscere materiali, tolleranze, serraggi, lubrificazione e comportamento degli organi meccanici rimane fondamentale. Cambia però il modo di affrontare il guasto: il tecnico deve saper utilizzare strumenti digitali, interpretare misure e codici di errore e distinguere un problema meccanico da uno elettrico o software.
Anche la sicurezza assume nuove dimensioni. Su un veicolo elettrico, per esempio, non basta applicare le procedure utilizzate su un motore termico. Occorre riconoscere i componenti ad alta tensione, isolare correttamente il sistema e usare dispositivi di protezione adeguati. Formula SAE rende visibile questa integrazione, pur operando in un contesto universitario e sportivo diverso dalla normale autoriparazione.
Che cosa cambia per il lavoro
L’evoluzione dei veicoli sta facendo crescere il valore dei profili meccatronici: persone capaci di usare le mani, ma anche di leggere schemi, seguire procedure e lavorare con strumenti di diagnosi. Le officine hanno bisogno di tecnici che non si limitino a sostituire un componente, ma sappiano individuare la causa del malfunzionamento e verificare che la riparazione abbia ripristinato le condizioni previste.
Sono sempre più importanti anche le competenze trasversali. Durante Formula SAE ogni squadra deve coordinare progettazione, costruzione, acquisti, prove e comunicazione. In officina accade qualcosa di simile: il meccanico deve confrontarsi con colleghi, responsabili, ricambisti e clienti, spiegando in modo comprensibile che cosa è stato rilevato e quali interventi sono necessari.
Per entrare nel settore, quindi, contano precisione, affidabilità e capacità di apprendere continuamente. Le tecnologie cambiano, mentre il metodo resta: lavorare in sicurezza, seguire le specifiche, controllare gli strumenti e non considerare conclusa una riparazione finché il risultato non è stato verificato.
Una lezione utile anche fuori dall’università
Formula SAE Italy è rivolta principalmente a studenti universitari e non costituisce un percorso di accesso diretto per gli allievi dei corsi professionali. Il suo valore educativo, tuttavia, riguarda l’intera filiera della meccanica.
La competizione mostra che teoria e pratica producono risultati quando vengono unite attorno a un progetto concreto. Un ragazzo che impara a utilizzare correttamente una chiave dinamometrica, leggere un disegno tecnico o eseguire una misura sta costruendo lo stesso atteggiamento professionale che, a livelli diversi, permette a una squadra di realizzare una monoposto.
Per un adulto inserito in un percorso GOL, il messaggio è altrettanto chiaro: aggiornare le competenze può aprire nuove possibilità anche a chi proviene dalla meccanica tradizionale. Diagnostica elettronica, manutenzione di sistemi ibridi ed elettrici, controllo qualità e organizzazione del lavoro sono ambiti nei quali l’esperienza pratica può essere valorizzata.
Il corso di Meccanica Formalba
Il corso di Meccanica Formalba offre le fondamenta indispensabili per comprendere questa trasformazione: uso degli utensili, conoscenza dei componenti, manutenzione, diagnosi dei guasti, sicurezza e lavoro in squadra.
Per gli allievi dai 14 ai 18 anni, Formula SAE può rappresentare una finestra sulle evoluzioni future del mestiere. Per gli adulti GOL, ricorda invece che la riqualificazione non cancella quanto già appreso, ma lo completa con elettronica, strumenti digitali e nuove procedure.
La meccanica del futuro non sarà soltanto elettrica o autonoma. Sarà soprattutto integrata: richiederà tecnici capaci di capire il sistema nel suo insieme e di trasformare ogni problema in una sequenza ordinata di controlli, decisioni e verifiche.
Fonti
- ANFIA – Formula SAE Italy, al via la XXI edizione
- Formula ATA – Formula SAE Italy 2026
- Formula ATA – Squadre registrate e classi di partecipazione
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