Mentre Los Angeles brucia: Fibra e il fuoco del disincanto

Fabri Fibra in “Mentre Los Angeles brucia” affronta crisi, cinismo e industria musicale: un brano manifesto tra autoanalisi e denuncia sociale.

Mentre Los Angeles Brucia – 2025

“Mi sembra incoerente pensare sia facile quando si va controcorrente

Non è solo una rima: è una dichiarazione d’intenti che apre l’analisi di Mentre Los Angeles Brucia di Fabri Fibra. In questo nuovo lavoro del 2025, l’artista torna alle origini con una voce graffiata e punchline crude come l’asfalto, dimostrando che il fuoco non è solo una metafora esterna, ma una forza interiore che consuma e rigenera.
Ma forse sarebbe meglio dire che torna a casa.

Perché questa volta il fuoco non è solo nelle rime. E non è neanche solo una città che brucia davvero o una nazione che crolla metaforicamente. Ma anche un artista che osserva — e si osserva — tra ironia e amarezza. A bruciare è anche Fabrizio stesso.

E Los Angeles diventa simbolo: del successo apparente, del sogno rotto, della fabbrica delle illusioni.
Ma cominciamo dall’inizio, facciamo il giro e torniamo a casa con lui.

L’evoluzione di Fibra

Fabri Fibra muove i primi passi nella scena rap italiana con il collettivo Uomini di Mare. Anconetani di Sinigallia, così erano appellati nella scena italiana del nord Italia. Ma la sua vera svolta arriva verso i 25 anni, cioè quando Fabrizio Tarducci esce da solista con l’album Turbe Giovanili. Lavoro realizzato su basi concesse da Neffa, proprio nel momento in cui il cantautore decise di abbandonare il rap per concentrarsi sul cantautorato (per approfondire questo passaggio, rimandiamo al nostro articolo su Canerandagio di Neffa). Questo disco segna l’inizio di un percorso di rottura dissacrante, in cui Fibra si impone come voce critica, ironica e spietata del rap italiano underground.

Se con Mr. Simpatia Fibra fa il botto e si impone nella scena di tutto lo stivale, è nel 2006 con l’uscita di Tradimento, il primo album su major, che apre la strada a un successo mainstream. Senza però rinunciare mai del tutto al suo stile tagliente e provocatorio. Da qui parte un decennio in cui Fibra diventa un protagonista assoluto della scena rap. Tra album come Bugiardo (2007), Controcultura (2010) e Guerra e Pace (2013), fino a Fenomeno (2017), in cui si nota anche una maggiore attenzione alla produzione e ai featuring.

Dal 2017 al 2022 Fibra si prende una sorta di pausa artistica, un periodo in cui riflette e ricarica le energie. Nel 2022 torna con Caos, nuove collaborazioni e un atteggiamento meno aggressivo, più introspettivo. Che culmina nell’uscita di Mentre Los Angeles brucia nel 2025, un album che segna un nuovo capitolo: più maturo, meno urlato, con testi profondi e una produzione variegata. Non a caso questi due nuovi lavori, lontani dalla pressione discografica di Universal.

Il concept e le tematiche di Mentre Los Angeles brucia

L’album prende il titolo da una serie di incendi che hanno colpito la città americana e da una notizia che Fibra lesse durante un soggiorno a Los Angeles. Il fuoco diventa metafora di crisi, distruzione e trasformazione, un parallelo con lo stato di cose della società contemporanea e della sua vita personale.

Le tematiche principali sono la solitudine, la critica alla superficialità dei social media, la riflessione sul proprio percorso artistico e umano. Il brano Mio padre è forse il più intenso, in cui Fibra affronta il rapporto conflittuale e doloroso con il padre, recentemente scomparso.

Il cuore emotivo di Mentre Los Angeles Brucia di Fabri Fibra

Tra i pezzi più toccanti e complessi c’è “Tutto andrà bene”. Una narrazione cupa che racconta la storia di due ragazzi, Anna e Marco, che sembrano intrappolati in un destino tragico che li porta verso l’estremo gesto dell’autodistruzione. Un brano bellissimo con questi due nomi che ricordano quelli di Lucio Dalla di tanti anni fa. Quei due Anna e Marco scappano insieme e trovano una soluzione. Questi due ragazzi invece finiscono da soli, isolati, per togliersi la vita. Lei per una storia di revange porn e lui per bullismo omofobo. Qui Fibra mette a nudo le fragilità umane, la disperazione e l’isolamento, portando l’ascoltatore dentro l’intimità di una sofferenza profonda e dolorosa.

Un momento di forte impatto emotivo che riflette il “dentro” dell’album, quel fuoco interiore che brucia nelle pieghe di ogni canzone. La canzone infatti si colloca esattamente al centro dell’album (undicesima traccia di 23 totali).

E si colloca esattamente prima del brano “Mio Padre”. Che è un’invettiva cruda e spietata nei confronti del padre assente e distante, morto di recente. E in cui accenna al fatto che un giorno avrebbe potuto lui stesso essere padre.

Pazzesco come la traccia successiva si chiami “Vivo” e parli di un rapporto finito. Non morto, ma in ogni caso silenzioso. Una fidanza, un rapporto amicale, qualcuno con cui Fibra sembra aver condiviso l’infanzia, la passione per la musica e le partite di calcetto sotto casa. Uno splendido brano campionato da Andrea Laszlo De Simone che parla del tempo che corre, di quanto velocemente si invecchi e…
Sarà un brano dedicato anche al fratello Nesli con cui non è più in rapporti da ormai molti anni? Potrebbe essere un tentativo di ammorbidimento o un ricordo dei tempi andati?

Il bello di Fibra è che invece i più maliziosi potrebbero vederla esattamente al contrario! Nel campionamento iniziale de “l’avvelenata” di Guccini, primo brano dell’album, sembra esserci infatti un altro riferimento. “L’algoritmo cosa ci rifila? Segue una trafila! I rapper che dopo due dischi vanno a Sanremo (Bravi) Che bisogna fare di più, ma bastava meno.” Sarà forse invece questa una stoccata, sempre per il fratello Nesli, che ha ormai da anni abbandonato l’hip hop per un pop sanremese?
Certamente è impensabile che Fibra non sappia che Andrà Tutto Bene è una traccia che dà il nome ad un intero album del fratello Nesli. Proprio dell’anno in cui andò a Sanremo.
Coincidenze e riferimenti casuali o messaggi precisi tra i fratelli Tarducci?

Fatto sta che il brano ancora successivo a Vivo, è “Figlio”. Un brano scritto al figlio che non avrà mai a cui parla come un padre che non sarà mai.

Questo il cuore emotivo intimo dell’album. Il padre che ha avuto e il padre che non è mai stato. In mezzo non sarebbe fuori luogo una riflessione anche sul rapporto col fratello.

I featuring di Mentre Los Angeles brucia di Fabri Fibra: una scelta di affinità artistica

Una parte fondamentale del disco è rappresentata dalle collaborazioni con artisti come Tredici Pietro, Massimo Pericolo, Noyz Narcos, Papa V, Nerissima Serpe, Joan Thiele, Gaia, Ernia e Francesco Guccini.

Questa scelta non è casuale: Fibra ha voluto circondarsi di voci che condividono la sua visione e che arricchiscono il racconto con prospettive diverse. Mentre artisti come Pericolo, Noyz e Ernia rappresentano il legame con la scena rap contemporanea, la presenza di Guccini, con un campionamento tratto da L’Avvelenata, collega il lavoro alle radici profonde della musica italiana.

Abbiamo già parlato di featuring eccessivo e di questa nuova tendenza nella musica rap italiana oggi. Rimandiamo perciò al nostro articolo dedicato a 60HZ Vol. 2 di DJ Shocca, che analizza dinamiche simili di collaborazione.

Conclusione

“Mentre Los Angeles brucia” segna un momento di maturità e riflessione per Fabri Fibra, che sceglie di non rincorrere le mode ma di scavare dentro sé stesso e la società. È un disco che brucia di sincerità, dolore e consapevolezza, un viaggio tra fiamme reali e metaforiche che continua a fare di Fibra una voce imprescindibile del rap italiano.
Un album che certamente non delude.

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