Trame di Emancipazione: quando i laboratori salgono in scena

Il 5 giugno 2026, in Piazza San Paolo ad Albano Laziale, abbiamo presentato “Trame di Emancipazione”: una sfilata ideata e realizzata dagli studenti dei corsi professionali di estetica, acconciatura, moda e informatica. Un progetto laboratoriale che ha trasformato mesi di lavoro in uno spettacolo dal vivo, davanti a una piazza gremita, con la partecipazione del Sindaco Massimo Ferrarini, dell’associazione ANDOS e delle istituzioni locali.

Un progetto nato nei laboratori

Il 5 giugno la scalinata di Piazza San Paolo, ad Albano Laziale, si è trasformata in una passerella. Ma quello che il pubblico ha visto non era semplicemente una sfilata di moda: era il risultato concreto di mesi di lavoro svolto ogni giorno nei laboratori di Formalba, l’istituto professionale che da anni forma giovani nei settori dell’estetica, dell’acconciatura, della moda e dell’informatica.

“Trame di Emancipazione” nasce da un’idea semplice e potente: raccontare il cammino delle donne dal 1946 ad oggi attraverso l’evoluzione di un capo universale come il denim. Un filo narrativo che ha guidato studenti e studentesse nella creazione di abiti, acconciature e look capaci di raccontare epoche, trasformazioni sociali e conquiste.

Il lavoro è stato corale e interdisciplinare. I ragazzi e le ragazze del corso di moda hanno ideato e realizzato i capi. Quelli di estetica e acconciatura hanno curato il beauty look di ogni modella e modello. Il corso di informatica ha invece lavorato alla comunicazione digitale, alla grafica e alla gestione tecnica dell’evento. Un progetto a tutto tondo, in cui ogni indirizzo ha portato il proprio contributo specifico, dimostrando come la formazione professionale possa tradursi in competenze reali e spendibili.

“Ci siamo guardati e abbiamo capito che potevamo farlo. Che quello che impariamo ogni giorno qui dentro valeva la pena di mostrarlo al mondo.”

La piazza, la gente, l’emozione

Quando il sole è tramontato su Piazza San Paolo, la piazza era già piena. Famiglie, amici, curiosi, residenti: in tanti hanno scelto di esserci, attratti da un evento che prometteva qualcosa di diverso dal solito. E diverso lo è stato davvero.

Gli studenti hanno sfilato davanti a una platea partecipe ed emozionata, indossando creazioni che raccontavano decenni di storia femminile. Ogni look era accompagnato da una narrazione visiva precisa: il dopoguerra, il boom economico, le lotte per i diritti, gli anni della creatività, il presente. Il denim — tessuto popolare per eccellenza — è diventato il filo conduttore di un racconto lungo ottant’anni.

A rendere ancora più significativa la serata, la presenza del punto informativo dell’associazione ANDOS — Comitato di Albano Laziale, dedicato alla prevenzione e alla cura del tumore al seno. Una scelta non casuale: parlare di donne, del loro corpo e della loro libertà, in una serata che celebrava proprio l’emancipazione femminile, ha dato all’evento una profondità ulteriore. Sensibilizzare e fare cultura insieme, nello stesso spazio, nello stesso momento.

Presenti anche il Sindaco Massimo Ferrarini e diversi consiglieri comunali, a testimoniare l’attenzione delle istituzioni locali verso la scuola professionale e il suo ruolo nel territorio.

“Vedere quella piazza piena mi ha dato una sensazione che non dimenticherò. Questi ragazzi meritavano un pubblico così.” — Un docente di Formalba

La scuola professionale che forma e trasforma

“Trame di Emancipazione” non è solo una bella serata da ricordare. È la dimostrazione di cosa può diventare la formazione professionale quando viene vissuta con serietà, progettualità e passione.

Formalba crede da sempre che il laboratorio sia il cuore della didattica. Non un’appendice, non un’ora in più alla fine della settimana: il laboratorio è il luogo dove le competenze prendono forma, dove l’errore diventa apprendimento, dove il progetto collettivo insegna a lavorare in squadra, a rispettare i tempi, a fare la propria parte.

Questo evento ha restituito visibilità pubblica a un lavoro che troppo spesso rimane dentro le aule. Ha detto alla città: guardate cosa sanno fare i nostri studenti. Ha detto ai ragazzi: quello che fate ha valore, e il territorio ve lo riconosce.

La formazione professionale è una scelta di futuro. Ed eventi come questo lo dimostrano con la forza dei fatti, non delle parole.

Le voci della serata

Sindaco Massimo Ferrarini: “Quando vengo a Formalba mi sento particolarmente a casa. Nel 2000, con l’allora sindaco Mattei, ci rendemmo conto che la formazione professionale era una nuova frontiera da esplorare con attenzione e cura. Oggi, a distanza di 26 anni, vediamo ancora operare quello schema nella nostra città con risultati eccellenti. È un orgoglio per la città e per chi ha continuato a valorizzarlo con grande determinazione.”

Claudio Bosi, Amministratore di Formalba: “Questa sfilata rafforza un’intuizione che avevamo avuto tempo fa: il recupero degli abiti usati non solo in termini di resilienza, ma anche di cura dell’ambiente. Mia madre faceva la sarta, lavorava ai tempi delle sorelle Fontana a Roma. È impensabile che un paese come l’Italia deleghi interamente alla produzione industriale di massa. Dobbiamo ritrovare queste cose. Questi ragazzi, con le trasformazioni che hanno fatto degli abiti, ci riportano in una dimensione di valorizzare quello che abbiamo — e questo è educazione, al tempo stesso recupero di una sensibilità di cittadinanza comune.”

Rappresentante ANDOS — Comitato dei Castelli Romani: “La nostra associazione nasce 35 anni fa qui ad Albano, grazie al dono di sette donne guidate dalla fondatrice Matilde Filos, che anche colpita da cancro al seno ha voluto donare a questo territorio servizi sanitari oncologici di prevenzione e cura. Una donna ogni otto nell’arco della sua vita contrae il tumore al seno: è un grave delitto non fare prevenzione. Fare prevenzione significa poter guarire.”


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