Roma festeggia la sua fondazione

Scopriamo le radici della Città Eterna tra leggenda e storia, analizzando il valore educativo della memoria e le celebrazioni previste per il 2026

Le radici di un mito millenario

Il 21 aprile 753 a.C. segna, secondo la tradizione, la nascita di Roma per mano di Romolo sul colle Palatino. Anticamente chiamata Dies Romana, questa data ha dato inizio al calcolo del tempo “Ab Urbe condita”, ovvero “dalla fondazione della Città”. Da un punto di vista educativo, studiare queste origini permette agli studenti di comprendere come il mito e la storia si intreccino per costruire l’identità di un popolo. La leggenda del tracciato del solco primigenio non è solo un racconto, ma il simbolo della nascita di un ordine civile e giuridico che ancora oggi studiamo nei nostri libri di testo

“Comprendere le origini significa gettare le basi per la consapevolezza del nostro presente come cittadini.”

Il Natale di Roma attraverso i secoli

La celebrazione del compleanno della città ha attraversato fasi alterne. Durante l’età imperiale, figure come l’imperatore Claudio o Filippo l’Arabo, che celebrò il primo millennio nel 248 d.C., usarono questa data per scopi di propaganda. Dopo un periodo di oblio, la festività fu recuperata dagli umanisti nel Rinascimento e successivamente dai patrioti del Risorgimento nel 1849 come simbolo di libertà. È interessante notare come, durante l’epoca fascista, la data fu utilizzata politicamente per sostituire la festa del 1° maggio. Analizzare questi cambiamenti aiuta i ragazzi a sviluppare uno spirito critico sull’uso politico della storia e della memoria pubblica.

“La storia è un organismo vivo che cambia significato a seconda dell’epoca che la racconta.”

Celebrazioni e didattica sul campo nel 2026

Per il 2779° anniversario, Roma Capitale ha predisposto un programma ricchissimo che trasforma la città in un’aula a cielo aperto. Alle Terme di Diocleziano, il Gruppo Storico Romano mette in scena i Palilia, antiche feste pastorali in onore della divinità Pale. Partecipare a queste rievocazioni offre agli studenti un’esperienza immersiva, permettendo di visualizzare i rituali e i costumi studiati in classe, rendendo l’apprendimento più concreto e stimolante.

“L’apprendimento diventa indimenticabile quando la città stessa si trasforma in un museo interattivo.”

Cultura, musica e territori da scoprire

Il Natale di Roma è archeologia, musica e arte contemporanea. Nel 2026, le bande musicali delle forze armate si esibiscono in piazze iconiche come Piazza del Campidoglio e Trinità dei Monti. Inoltre, progetti come il M.U.Ro al Quadraro collegano la memoria storica (il rastrellamento del 1944) ai linguaggi della street art. Questo approccio multidisciplinare è fondamentale per la scuola moderna: insegna a leggere il territorio attraverso diverse lenti, dalla musica alla pittura urbana, fino alla fotografia.

“Musica e arte sono linguaggi universali che connettono il passato glorioso alla creatività del futuro.”