Una data che non si dimentica

Falcone, Borsellino e la Giornata della Legalità: come la scuola tiene viva la memoria e forma i cittadini consapevoli di domani attraverso l’educazione civica e i valori della giustizia.

Il 23 maggio 1992 è una data che appartiene alla memoria collettiva di ogni italiano. In quel giorno, lungo l’autostrada nei pressi di Capaci, una carica esplosiva devastante strappò alla vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Meno di due mesi dopo, il 19 luglio, un’altra esplosione in via D’Amelio a Palermo tolse la vita al giudice Paolo Borsellino e a cinque membri della sua scorta. Questi due attentati segnarono un punto di svolta nella storia del nostro Paese.

In risposta a quei tragici eventi, la società civile si mobilitò con forza. A Palermo nacque il movimento dei lenzuoli bianchi: i cittadini appesero dai balconi lenzuola candide come gesto semplice ma potentissimo di ribellione pacifica contro la mafia e di adesione ai valori della legalità. Fu un segnale che nessuno si voleva arrendere.

È dal 2002, in occasione del decennale della strage di Capaci, che il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, ha istituito la Giornata Nazionale della Legalità, invitando ogni anno le scuole di tutta Italia a fermarsi, ricordare e riflettere.

La Giornata della Legalità non è solo una commemorazione: è un momento educativo vivo, che ogni anno porta migliaia di studenti a confrontarsi con i valori del rispetto delle regole, della giustizia e della responsabilità civile.

Due eroi nati nello stesso quartiere

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano amici d’infanzia, cresciuti nello stesso quartiere di Palermo, la Kalsa. La loro storia dimostra che il coraggio civile non nasce altrove, ma nel cuore delle comunità, anche di quelle più esposte alla presenza della criminalità organizzata.

Come magistrati, hanno costruito insieme il cosiddetto pool antimafia, un gruppo di giudici che per la prima volta coordinò le indagini contro Cosa Nostra in modo sistematico e strutturato. Il Maxiprocesso, celebrato tra il 1986 e il 1987, portò alla condanna di centinaia di appartenenti alla mafia: fu un risultato storico, frutto di anni di lavoro instancabile, spesso vissuto sotto scorta e nel pieno consapevolezza del pericolo.

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” — Giovanni Falcone

Quella frase riassume perfettamente il messaggio che ogni anno la scuola è chiamata a trasmettere: Falcone e Borsellino non sono eroi del passato, sono esempi vivissimi del presente. Le loro idee camminano ancora oggi — sulle nostre gambe, su quelle dei nostri studenti.

Cosa significa essere coraggioso nella vita di tutti i giorni? Non occorre fare il magistrato per agire con legalità. Basta rispettare le regole, difendere chi è più debole, non voltarsi dall’altra parte.

La scuola in prima linea: la Nave della Legalità

Ogni anno, in occasione del 23 maggio, migliaia di studenti da tutta Italia salgono su navi dirette a Palermo per partecipare alle commemorazioni. Questa iniziativa, conosciuta come Nave della Legalità, è uno dei momenti più potenti dell’anno scolastico: non è una gita qualunque, è un viaggio nella memoria e nella coscienza civile.

I cortei che partono dall’Aula Bunker dell’Ucciardone e da Via D’Amelio si uniscono sotto l’Albero Falcone, il ficus di Via Notarbartolo diventato un simbolo spontaneo di resistenza e speranza. Il momento del Silenzio, suonato dal trombettiere della Polizia di Stato all’ora esatta della strage, è ogni anno un brivido che attraversa migliaia di ragazze e ragazzi.

Ma la Giornata della Legalità non vive solo in quel giorno. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito invita annualmente tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado a organizzare laboratori didattici, momenti di riflessione, visioni di docufilm e attività di educazione civica dedicate al tema della legalità, della cittadinanza attiva e della memoria storica.Alt: “Studenti italiani durante un’attività scolastica di educazione alla legalità, con cartelloni colorati e simboli della giustizia”

Il docufilm “Falcone e Borsellino – Il fuoco della memoria” è uno strumento pensato appositamente per le scuole: un modo concreto per far conoscere alle nuove generazioni il valore e il coraggio di due uomini che hanno sacrificato la propria vita per un’Italia più giusta.

Perché educare alla legalità oggi è urgente

Falcone lo disse con chiarezza: “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.” Queste parole contengono una grande speranza, ma anche una sfida: la fine della mafia non arriva da sola. Richiede impegno, cultura, educazione.

Ecco perché il ruolo della scuola è così centrale. Non si tratta semplicemente di ricordare degli eventi storici tragici: si tratta di formare cittadini consapevoli e responsabili, capaci di riconoscere l’ingiustizia, di non accettare la sopraffazione, di scegliere il bene comune anche quando costa qualcosa.

Come ha sottolineato il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti, “solo attraverso un’educazione fondata sulla legalità e sul rispetto delle regole è possibile costruire una società giusta.” Falcone e Borsellino restano punti di riferimento imprescindibili, non solo come figure storiche, ma come modelli di vita da proporre concretamente agli studenti.

In questo senso, ogni insegnante che spiega cos’è la giustizia, ogni studente che sceglie di non copiare al compito, ogni genitore che insegna al figlio a rispettare le regole del gioco: tutti stanno facendo qualcosa di concreto per costruire una società più onesta e più libera. Leggi di più su questi temi visitando la sezione articoli di ForRadio24.it.

Prova a completare questa frase insieme ai tuoi compagni: “Io costruisco la legalità quando…” Le risposte possono diventare un cartellone da appendere in corridoio, per ricordare ogni giorno che la legalità si pratica — non si celebra soltanto.

La legalità non è solo il 23 maggio

Il rischio di una Giornata della Legalità mal vissuta è quello di restare una commemorazione di facciata: si accende una candela, si legge una poesia, e poi si torna alla routine. Ma questo non basta. La vera eredità di Falcone e Borsellino si costruisce 365 giorni l’anno, dentro e fuori dall’aula.

Educare alla legalità significa insegnare che le regole non sono nemiche della libertà, ma ne sono il fondamento. Significa spiegare che la giustizia non è solo una parola nei libri di testo, ma una pratica quotidiana: nel rispetto dell’altro, nel rifiuto del bullismo, nella cura degli spazi comuni, nella difesa di chi è più vulnerabile.

Ci sono risorse preziose per farlo tutto l’anno. La Fondazione Falcone mette a disposizione delle scuole materiali didattici, percorsi educativi e testimonianze dirette. Anche piattaforme come Rai Scuola – Educazione Civica offrono video, schede e approfondimenti accessibili a tutte le età.

Per approfondire gli articoli del nostro blog scolastico e restare aggiornati su iniziative ed eventi legati all’educazione civica, esplora la sezione dedicata su ForRadio24.it/articoli. Troverai storie, approfondimenti e risorse pensate proprio per la comunità scolastica.Alt: “Ragazzi e ragazze in un laboratorio scolastico di educazione alla legalità con cartelloni, libri e simboli della Costituzione italiana”

Anche i gesti più piccoli contano: dire la verità, non fare del male agli altri, aiutare un compagno in difficoltà. Ogni giorno, a scuola, si semina qualcosa. Fa’ in modo che sia qualcosa di buono. Come diceva Falcone: le idee continuano a camminare sulle gambe di altri uomini — e di altre donne, ragazzi e ragazze come te.


Scopri di più da

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere