Affidatari in rete

Stamattina siamo stati a Cecchina per “Affidatari in rete – Le maglie che sostengono le famiglie”.

Il tema è l’affido familiare. Sul nostro territorio ci sono famiglie, bambine e bambini che stanno vivendo un periodo difficile, e c’è bisogno di persone disposte a dare un aiuto concreto. L’obiettivo era spiegare cosa vuol dire diventare affidatari e come si viene accompagnati lungo il percorso.

Ad aprire sono stati i saluti del sindaco di Albano Laziale, Massimo Ferrarini. Poi gli interventi di Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio, di Maria Beatrice Baldini, vicepresidente di ISMA, e di Gianluca Staccoli e Simona Polizzano, presidente e direttore del Consorzio dei Laghi. A seguire i relatori, che arrivavano dalla Direzione regionale Inclusione Sociale, dai consultori e dal servizio di psicologia dell’ASL Roma 6 e dal Centro Studi Affido. A moderare Fabiola Gaudio, coordinatrice del SDAF, e a chiusura c’è stato il Question Time con il pubblico.

Formalba fa formazione professionale sui Castelli Romani e lavora ogni giorno a stretto contatto con i servizi sociali dei Comuni. Ci sentiamo, ci confrontiamo, ci passiamo informazioni quando serve. Capita perché i ragazzi che arrivano da noi hanno ognuno una storia, una famiglia, a volte una situazione delicata, e conoscerla aiuta a costruire il percorso giusto per ciascuno.

Nelle nostre aule le storie sono molto diverse. C’è chi ha un percorso lineare e chi ha già cambiato scuola due volte, chi ha una famiglia solida alle spalle e chi si sente un po’ solo. Il nostro lavoro è insegnare un mestiere e tenere tutti dentro, accompagnandoli finché sono pronti a camminare da soli. Con i servizi sociali del territorio questo lavoro viene meglio, perché nessuno resta da solo con un problema più grande di lui.

Il titolo dell’incontro, “Le maglie che sostengono le famiglie”, descrive bene come la vediamo anche noi: una rete in cui ognuno tiene un pezzo e, se un nodo cede, gli altri reggono. Scuole, servizi, associazioni, enti di formazione, Comuni. Noi facciamo la nostra parte volentieri, e giornate come questa servono anche a conoscere meglio chi lavora sullo stesso territorio e a trovare nuovi modi per collaborare.


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